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Alien fa 40 anni: «Quel mostro nella pancia era un monito agli uomini»

4839141_2134_alien1979«Stranamente Alien è un film molto più attuale oggi, nel 2019, di quanto non lo fosse nel 1979, quando irruppe sullo schermo quella che per me è una metafora del senso di colpa patriarcale inconscio: Alien racconta una gravidanza uno stupro maschili. Non è un segreto che le donne non siano trattate come dovrebbero nella nostra società, ma oggi finalmente abbiamo aperto un dialogo culturale sul tema. Allora quel dialogo non esisteva e credo che Alien abbia fatto provare agli uomini, in modo viscerale, alcune emozioni importanti». Sono passati 40 anni dall’uscita del film con cui Ridley Scott portò un momento di rottura nel cinema fantascientifico e che oggi, come spiega Alexandre O. Philippe, ci parla ancor di più di quanto non abbia fatto allora. Philippe è l’autore del documentario Memory: The Origins of Alien, che il Trieste Science + Fiction Festival ha presentato in anteprima italiana svelando tutti i segreti di un’opera che, dietro al genere, nasconde simboli, miti e riflessioni politiche.
Alien apre infatti una finestra sull’inconscio collettivo degli anni 70 alludendo al maschilismo, alla lotta di classe (i membri dell’equipaggio dell’astronave sono dei blue-collars, la classe operaia dello spazio) e alla ribellione delle donne oppresse, con il leggendario tenente Ripley – interpretato da Sigourney Weaver nel suo ruolo più iconico – che si prende la parte dell’eroina.
Pur essendo molto anticipatore, allo stesso tempo «Alien è un film molto più legato al nostro antico passato che non al futuro lontano – dice il regista – perché attinge da una lunga serie di miti». Attraverso molti materiali inediti dello sceneggiatore Dan O’Bannon, Memory mette quindi in fila tutte le ispirazioni che hanno generato Alien: dalla mitologia greca ed egizia – soprattutto i loro demoni – a fumetti underground come Seeds of Jupiter, dalle opere di H.P. Lovecraft alle creazioni del designer H. R. Giger.
Fino all’esperienza personale di O’Bannon, che era affetto dal morbo di Crohn, malattia che aveva iniziato a divorarlo. Ricchissimo di informazioni e testimonianze, per la gioia degli appassionati il doc si sofferma sul dietro le quinte della celeberrima scena del chestburster (tradotto “spaccapetto” in italiano, il mostro alieno che schizza fuori dalla pancia di Kane/John Hurt), approfondendo il lavoro degli attori e di chi, procedendo per approssimazione, costruì la creatura ispirandosi a un trittico di Francis Bacon. È rimasta una delle sequenze più scioccanti della storia del cinema, quella in cui le peggiori paure prendono corpo. Per di più nello spazio, dove nessuno può sentirti urlare.

Alien fa 40 anni: «Quel mostro nella pancia era un monito agli uomini»ultima modifica: 2019-11-04T17:24:02+01:00da giulia7517
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