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Morto Fantastichini, da Ozpetek a Virzì: le passioni di un grande attore

fantastichini_ansa_750.jpg_982521881Stroncato da una grave emorragia cerebrale dopo una lunga malattia l’attore Ennio Fantastichini. Aveva 63 anni ed era ricoverato da alcuni giorni in rianimazione all’ospedale Federico II di Napoli. Originario della provincia di Viterbo, nel Gallese, Ennio Fantastichini debuttò adolescente in un’opera di Beckett. Da quel giorno la sua passione per la scena non ha conosciuto ostacoli.

Una carriera tutta in salita che, dopo i corsi di recitazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, lo vedono protagonista nel cinema e nel teatro, ma anche alla tv. Ha lavorato con Gianni Amelio (‘Porte apertè), Ferzan Ozpetek (‘Saturno contrò e ‘ Mine vagantì), con Paolo Virzi (‘Ferie d’agostò) e Peter Greenaway (Ripopolare la reggià), Marco Risi (‘Fortapasc’). Numerosi i premi e i riconoscimenti per le sue interpretazioni sul grande schermo. In particolare per le ‘Portè di D’Amelio accanto a Gian Maria Volonté (Ciak d’oro 1991, Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista, Premio Felix 1991, l’European Film Awards come scoperta dell’anno), ma ha ricevuto anche un David di Donatello come migliore attore non protagonista per ‘Mine Vagantì nel 2010.

Anche la tv fu, per l’attore scomparso, un palcoscenico ideale dove confrontarsi con personaggi diversissimi tra loro. Dalla ‘Piovra 7’, all’interpretazione dell’anarchico Bartolomeo Vanzetti in ‘Sacco e Vanzettì, sino al perfido aristocratico Raniero ne ‘La freccia nerà. L’ultima apparizione, alcuni mesi fa, nel ‘Principe liberò, dedicato a Fabrizio De Andrè. Indimenticabile nei panni di Giovanni Falcone nel film di Tavarelli consacrato a Paolo Borsellino.

Anche il teatro era un suo luogo di predilezione. L’ultima apparizione diretto da Giorgio Barberio Corsetti che lo volle come protagonista del suo ‘King Lear’. Padre dolente, rassegnato, disperato dinanzi all’ingratitudine delle figlie, ad un destino avverso. La caduta dell’uomo, l’impossibilità di uscire dal drammatico ingranaggio del potere. «Solo Ennio Fantastichini avrebbe potuto interpretare il mio ‘King Lear – ha dichiarato all’Adnkronos Giorgio Barberio Corsetti – Aveva una capacità unica e straordinaria di saper comunicare, con il suo corpo, con la sua voce, contemporaneamente il riso e il pianto, il comico e il tragico».

Morto Fantastichini, da Ozpetek a Virzì: le passioni di un grande attoreultima modifica: 2018-12-02T11:11:32+01:00da giulia7517
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